Home » Summary

Summary

 

 

 

 

TECNOSISTEMI GROUP

 

 

 

 

In settembre 1999 una cordata di investitori , che includeva come capofila Tecneudosia SpA (maggioranza famiglia Mutti), Meliorbanca, il Fondo Starventure, CEIT SpA, e LCC USA (quotata al NASDAQ) acquistano Italtel Sistemi SpA dal Gruppo Italtel e Siemens SpA .

La società acquistata ha in quel momento 2.300 dipendenti, fatturato circa 300MLD di lire ed opera nell’impiantistica e nei servizi del settore delle telecomunicazioni fisse e mobili.

La società Italtel Sistemi SpA presenta perdite operative importanti da anni, ma ha un mercato con un potenziale enorme . Viene quindi, iniziato un profondo intervento di turnaround con i seguenti risultati: anno 2000 – fatturato 206ML€, 2001 – fatturato 346ML€, 2002 fatturato circa 400ML€ con previsioni e portafoglio ordini per il 2003 di oltre 500ML€. I risultati economici diventano positivi dal 2001.

Il grande sviluppo comporta però, la necessità di una maggiore liquidità per il capitale circolante sia in Italia che all’estero (11 paesi) . I dipendenti sono ormai circa 3.000, come totale Italia ed Estero.

Nel 2002 gli azionisti della società (che ha preso ormai il nome di Tecnosistemi Group), lanciano attraverso una società /strumento (Content) una Contro Opa su Freedomland SpA quotata alla Borsa di Milano. Freedomland aveva a disposizione 200ML € in cash e 50ML€ come crediti verso lo Stato, 30 dipendenti e un business di circa 5ML € nel settore televisivo.

Gallo & C, per volontà di Meliorbanca, socio di minoranza di Tecnosistemi diventa l’advisor finanziario di Tecnosistemi Group. Obiettivo della Contro Opa: acquisire la maggioranza di Freedomland, e mediante un reverse merger con Tecnosistemi Group (con l’accordo di tutti gli azionisti e previsto dal prospetto approvato dalla CONSOB e pubblicato), creare un Gruppo unico, quotato in Borsa, con un patrimonio di 200ML€ e più di 500ML€ di fatturato (avendo già in portafoglio i due terzi di questo fatturato con i contratti sottoscritti con i Grandi Clienti). La Contro Opa si chiude in settembre 2002 con un grande successo e l’acquisto di circa 82% di Freedomland con un costo totale di 132ML€ !!

 

Il 23 dicembre 2002 Freedomland (con la nuova denominazione NTS) e dopo le valutazioni peritali di legge, acquisisce con un contratto definitivo Tecnosistemi Group per procedere ad effettuare il reverse merger. Il closing irrevocabile di questo accordo viene fissato per il 31 Gennaio 2003: NTS non eseguirà mai il closing iniziando una querelle legale ed amministrativa infondata, contro Tecnosistemi e l’azionista di maggioranza presidente della Società, dott. Mario Mutti.

Tecnosistemi Group che aveva dovuto dare in pegno, secondo i Patti Parasociali, le sue azioni per il finanziamento della Contro Opa, concesso da Centrobanca e Cofiri , è bloccato con il sistema bancario ed entra in una fase di crisi finanziaria e gestionale .

 

A fine Maggio 2003, il dott. Mario Mutti, Presidente , AD e rappresentante dell’azionista di maggioranza Coorsfield BV, per un incidente grave, è costretto a lasciare per tre mesi la direzione della società e viene sostituito da una certa Lucia Morselli., come AD ,voluta da Meliorbanca, capofila degli azionisti di minoranza. Questa signora porta la Società in una situazione di crisi finanziaria acuta, bloccando tutte le attività previste dai contratti in corso e richiamando a se tutte le disponibilità finanziarie delle Controllate, togliendo i rispettivi poteri di disposizione ai relativi Consigli di Amministrazione(questa signora agiva in Tecnosistemi in quota di Meliorbanca e pertanto ne perseguiva gli interessi e quindi anche le direttive) .Alla fine agosto 2003, in una Assemblea (che sarà molto dibattuta) fa ritorno il dott. Mutti , assume nella sua veste di Presidente la direzione dei lavori e vista la situazione,che si era venuta a creare per colpa del nuovo Management, chiede la liquidazione del Gruppo, che viene approvata dalla maggioranza, nonostante tutti i tentativi per bloccare tale decisione da parte dei rappresentanti della minoranza(Meliorbanca, Star Venture, ecc), i quali non volevano la liquidazione perché avrebbe vanificato, ovviamente, tutti i loro programmi che avevano predisposto a danno dell’azionista di maggioranza .

 

Dopo tre mesi, viene approvata l’ammissione di Tecnosistemi Group alla Amministrazione Straordinaria (Legge Prodi-Bis per le grandi aziende). Il Gruppo Tecnosistemi non è mai stato dichiarato fallito .

 

Alla fine di novembre 2003 si insediano i Commissari, i quali dopo poco decidono di smembrare il Gruppo e vendere “al miglior offerente”le società operative .Nessun tentativo di rilanciare l’attività del Gruppo, viene seriamente fatto, nonostante i contratti in corso, l’enorme potenziale di mercato (TLC, Sicurezza, Facility Management, ICT, ecc) e il suggerimento in tal senso da parte del Direttore Generale mandato dal Ministero delle Attività Produttive (come previsto dalla Legge Prodi-Bis). E soprattutto,nonostante i dettami della Prodi Bis stessa, i quali prevedono, in primo luogo la salvaguardia dell’occupazione, mediante il rilancio dell’azienda caduta in una crisi temporanea e puramente finanziaria ( liquidità).

 

La crisi, dunque è provocata dal mancato reverse merger (fusione inversa) che doveva essere eseguito al 31 Gennaio 2003, secondo il Contratto sottoscritto e il Prospetto CONSOB; evento impedito dagli azionisti di minoranza di Tecnosistemi i quali erano in grado di condizionare fortemente il Consiglio di Amministrazione di NTS stessa ,avendo operato in modo da non rendere effettivo quanto previsto nei Patti Parasociali sottoscritti anteriormente il 23 dicembre 2002, data del contratto di acquisto e successiva fusione di Tecnosistemi con NTS e secondo quanto specificatamente previsto nel Prospetto approvato dalla CONSOB e pubblicato su tutti i più importanti Organi di Stampa, nei termini di legge.

Per altro , durante l’Assemblea dei Soci del 29.08.2003, l’orientamento della minoranza era quella di lasciare alcune controllate – Eudosia, TSS, TFM – al loro destino (fallimento) concentrando sulla Capo Gruppo- TFS e ICT, le risorse che,eventualmente sarebbero derivate dall’aumento di capitale di 46ML€, somma che rappresentava il loro credito per finanziamenti dati a Tecnosistemi nel dicembre 2002 – gennaio 2003!!!!!. Situazione assai complicata e poco giustificabile , a meno che tutto ciò fosse già concordato con terzi (Eutelia), Socio Industriale, che sarebbe entrato, come noto,di lì a poco nella compagine dei soci NTS (quotandosi alla Borsa di Milano) la quale avrebbe avuto cosi, già nel suo bilancio una parte importante di Tecnosistemi (Capo Gruppo, Società Estere, TFS, ICT).

Parte che era di interesse per Eutelia.

Questa ipotesi risulterà logica e realistica, vista a posteriori.

Infatti, Eutelia (Gruppo Landi), a pochi mesi di distanza (2-3mesi) dall’agosto 2002, manifestatamente porterà avanti complesse trattative con CONTENT, si fonderà con NTS, a condizioni molto vantaggiose, assumendosi debiti per circa 120ML€(che non risulta aver mai pagato). Queste condizioni avrebbero potuto essere migliorative per la galassia Meliorbanca se questa avesse potuto acquisire nel frattempo la parte di Tecnosistemi, di cui sopra, riportata in bonis, con l’aumento di capitale e la conseguente estromissione dell’azionista di maggioranza Coordfield (fam.Mutti).

Eutelia aveva già in sé però , “ evidenti virus” di una insolvenza grave, che infatti sfocerà di lì a poco, in un fallimento clamoroso, con NTS incorporata e con tutte le conseguenze relative.

Tutto ciò con “buona pace” dei dipendenti e soprattutto dei risparmiatori.

Noi rimaniamo in attesa di vedere l’epilogo di tutto ciò.

 

 

Nota: a seguire una serie limitata di articoli di stampa su vari quotidiani e/o riviste che riprendono e commentano gran parte dei fatti ed eventi su descritti

 

www.mariomutti.com

www.mariomutti.com